I soldati a cavallo nella campagna italiana di Russia


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Videoconferenza n. 55 / venerdì 27 febbraio 2026

ABSTRACT

L’arma di cavalleria, dagli altisonanti nomi delle proprie unità, eredi di un glorioso passato, è divisa fra la volontà di mantenere le proprie tradizioni, la propria configurazione organica che la vede operare a cavallo e la necessità di trasformarsi in qualcosa di diverso “abbracciando” la motorizzazione e quindi i carri armati e le autoblindo in sostituzione dei cavalli. I primi tentativi di ammodernare le divisioni del Regio Esercito sono degli anni ’30 e portano alla creazione delle divisioni celeri. Il progetto vede coinvolti anche i reggimenti di cavalleria in uno strano connubio di fanterie appiedate, motociclette, carri armati, truppe montate a cavallo ed artiglierie (leggere) ippotrainate.

Deposte le lance, i reparti di cavalleria si presentano alla vigilia della Seconda guerra mondiale con una configurazione organica simile a quella della Grande guerra. Gli eventi bellici del secondo conflitto evolvono rapidamente e portano Mussolini a partecipare ad una complessa campagna militare, vista dalla storiografia in chiave riduttiva, narrata solo nella parte finale degli eventi bellici (novembre 1942-marzo 1943), mentre viene tralasciato oltre un anno di vicende militari vissute dalle truppe italiane a migliaia di chilometri dalla madrepatria.

Ma la partecipazione militare italiana è molto più complessa ed inizia nel lontano luglio 1941, quando viene allestito in pochi giorni il Corpo di spedizione italiano in Russia. I reparti a cavallo, che già hanno fornito prova di efficienza e di affidabilità nei Balcani, diventano, a loro insaputa, protagonisti delle vicende belliche in terra russa. I «Lancieri di Novara» e il «Savoia Cavalleria», inquadrati inizialmente nella 3a Divisione celere «PADA», conducono operazioni militari tanto a cavallo quanto appiedate, ricevendo spesso il plauso dei comandanti italiani (ma anche di quelli tedeschi) per la condotta tenuta nello svolgimento delle loro azioni.

CURRICULUM VITAE

Simone Lorenzon (1974) è colonnello dell’Arma di cavalleria nell’Esercito italiano. Ha frequentato i corsi normali presso l’Accademia militare di Modena (1993-1995) e presso la Scuola di applicazione di Torino (1995-1998), conseguendo la laurea in Scienze politiche (1998) e quella in Scienze strategiche (2023) presso l’Università di Torino. Nel 2025 ha completato i percorsi formativi per conseguire il Diploma in geopolitica e il Diploma in sicurezza globale presso l’Istituto per gli studi di politica internazionale di Milano (ISPI). È stato impiegato in diverse operazioni al di fuori del territorio nazionale ed attualmente presta servizio a Pordenone. Appassionato di storia contemporanea e di storia militare dei reparti di cavalleria, ha pubblicato le seguenti opere:

(2020) La colonna silenziosa. I Lancieri di Novara da Verona al fronte del Don, Gaspari, Udine.

(2024) Le colombe non volano a Gaza. Il terrorismo come strumento politico nella questione palestinese, Gaspari, Udine.


Cronologia minutaggio della videoconferenza

La cronologia della videoconferenza verrà aggiunta non appena possibile, dopo la pubblicazione del video.


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