Giustizia militare, tribunali di guerra e campagna di Russia


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Videoconferenza n. 58 / venerdì 22 maggio 2026

ABSTRACT

La giustizia militare in Italia è stata spesso studiata in riferimento al tempo di guerra, ovvero analizzando un frangente in cui avevano luogo un aumento delle fattispecie di reati sanzionabili e un ampliamento della platea dei soggetti sottoposti a tale giurisdizione. Questo ha anche portato ad identificare il tribunale di guerra con la faccia feroce e repressiva del sistema militare, quasi che il compito esclusivo delle corti fosse quello di punire. La giustizia militare, in realtà, è un tema più vasto e più complesso, frutto – come la giustizia civile – di una cultura nazionale in cui si fondono retaggi del passato e aperture alla modernità. Lo studio delle carte giudiziarie, in questo caso relativamente alla campagna italiana di Russia, ci permette di cogliere come la giustizia militare si sia declinata in un teatro bellico lontano dalla madrepatria, dove i tribunali funzionavano anche come strumento di governance e dove sia i soldati italiani sia i civili locali erano soggetti alla legge militare.

CURRICULUM VITAE

Idalgo Cantelli ha conseguito nel 2022 un dottorato di ricerca in studi storici presso l’Università degli studi di Firenze. È attualmente un ricercatore indipendente e lavora anche come sviluppatore di software. Oggetti privilegiati delle sue ricerche sono il periodo di transizione tra la dittatura fascista e la Repubblica, il tema storiografico e giuridico della continuità dello Stato, la storia istituzionale e politica della Repubblica italiana e la storia della giustizia militare. Ricordiamo alcune delle sue pubblicazioni:

(2019) I bombardamenti alleati e il nemico interno tra fascismo e Repubblica (1944-1954), in «Qualestoria», anno XLVII, n. 2, pp. 70-88.

(2022) Un esercito senza re. La chiamata di leva del marzo 1946 e il rifiuto della coscrizione nei fascicoli del Tribunale militare di Bologna, in «Qualestoria», anno L, n. 2, pp. 123-142.

(2024) La giustizia militare tra fascismo e Repubblica. Il Tribunale militare di Bologna (1943-1948), Olschki, Firenze.


Raffaello Pannacci ha conseguito un dottorato di ricerca in scienze storiche nel 2016. È stato in passato borsista dell’Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea e assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Lettere-Lingue dell’Università degli studi di Perugia, dov’è attualmente cultore di storia contemporanea. È docente a contratto dell’Università Mercatorum di Roma. Fra i suoi interessi di ricerca figurano l’Italia nella Seconda guerra mondiale, le occupazioni militari in terra straniera, la violenza di guerra, il fascismo e il neofascismo. Ricordiamo alcune delle sue pubblicazioni:

(2022) Nemici, reclusi, forza lavoro. I prigionieri sovietici in mano italiana durante la campagna di Russia, in «Studi storici», anno LXIII, n. 2, pp. 341-371.

(2023) L’occupazione italiana in URSS. La presenza fascista fra Russia e Ucraina (1941-1943), Carocci, Roma.

(2024) Una «questione ebraica» italiana al fronte orientale, in Isabella Insolvibile e Umberto Gentiloni Silveri (a cura di), L’Italia e gli ebrei nei territori occupati durante la Seconda guerra mondiale, Giuntina, Roma, pp. 157-169.


Cronologia minutaggio della videoconferenza

La cronologia della videoconferenza verrà aggiunta non appena possibile, dopo la pubblicazione del video.


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