Il paese che lasciarono, il paese che trovarono

Il fronte interno (1941-1943)


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Videoconferenza n. 54 / 23 gennaio 2026

ABSTRACT

Il riferimento al “paese che lasciarono” e a quello “che trovarono” riguarda i soldati che partirono per i fronti della guerra fascista: mentre l’esperienza militare si consumava altrove, la distanza fra “fronte” e “casa” si riduceva fino quasi ad annullarsi. Tra 1941 e 1943, infatti, il fronte interno italiano fu attraversato da una spirale di deterioramento che investì soprattutto i civili: scarsità alimentare, crisi sanitaria e crescente pressione bellica sul territorio. La conferenza ricostruisce anzitutto la frattura del sistema alimentare: dal 1941 si registra un rapido crollo delle importazioni di beni essenziali, mentre un apparato distributivo inefficiente e improvvisato accentua disuguaglianze e vulnerabilità territoriali. In parallelo, emergono i limiti strutturali della sanità in guerra: un sistema frammentato e sotto-finanziato affronta carenze di posti letto, restrizioni e rincari, con effetti evidenti proprio nelle aree più esposte e nelle grandi città. Infine, l’intensificarsi della guerra aerea – specie dall’autunno 1942 – produce evacuazioni, disorganizzazione, spostamenti di reparti ospedalieri e nuove condizioni di promiscuità e di rischio, contribuendo al peggioramento complessivo della salute pubblica; nel 1943 l’emergenza sanitaria si manifesta anche nell’aumento dei decessi per malattie infettive. Ne risulta un quadro in cui, al rientro (anche solo simbolico) dei soldati verso il 1943, il “paese trovato” è già profondamente cambiato: non soltanto più povero e più fragile, ma attraversato da una crisi materiale che trasforma la guerra in un’esperienza quotidiana della popolazione civile, la cui sfiducia nel regime come conseguenza della gestione della guerra prepara il terreno per la caduta di Mussolini.

CURRICULUM VITAE

Fabio De Ninno ha conseguito il dottorato di ricerca in studi storici nel 2016 presso l’Università degli studi di Torino. Fra il 2016 e il 2020 è stato assegnista di ricerca con due diversi progetti presso il Dipartimento di scienze storiche e dei Beni culturali dell’Università di Siena. Dal 2017 ha svolto anche attività di professore a contratto di storia della storiografia e storia dell’Italia contemporanea. Nel 2020 è stato visiting researcher presso la Fondation Maison des sciences de l’homme/Institute d’Histoire du temp present, Université Paris VIII. È da tempo editor e segretario di redazione della rivista di storia «Italia contemporanea». Si interessa principalmente di storia militare, di storia navale e di storiografia dell’Italia contemporanea. Ricordiamo solo alcune delle sue pubblicazioni:

Fascisti sul mare. La marina e gli ammiragli di Mussolini, Laterza, Roma-Bari 2017.

Civili nella guerra totale (1940-1945). Una storia complessa, Unicopli, Milano 2020.

Civili mutilati e ciechi di guerra. Cause, conseguenze ed esperienze, Unicopli, Milano 2021.

Mancò la fortuna non il valore, Laterza, Roma-Bari 2025.

Mussolini and ChatGPT. Examining the Risks of AI writing Historical Narratives on Fascism, assieme a Michele Lacriola, in «Journal of Modern Italian Studies», XXX (2025), No. 2, pp. 187-209.


Cronologia minutaggio della videoconferenza

La cronologia della videoconferenza verrà aggiunta non appena possibile, dopo la pubblicazione del video.


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LA LOCANDINA DELLA VIDEOCONFERENZA

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