L’angolo della Guerra di Pietro

Siriana è una giovane donna di Modica che noi di Fronte del Don abbiamo incrociato peregrinando lungo le strade di Russia sulle tracce dei nostri cari, nell’interrogarci su che cosa accadde, nella ricerca di documenti che ci facciano capire perchè …

Siriana è diventata una di noi e il camminare insieme è arricchito dai canti con cui s’accompagna, com’era abitudine nella sua Sicilia.

In questa pagina li condivide e ve li offre.

Racconto storie di Storia, di quei ragazzi dimenticati, delle loro famiglie e dei loro sogni. Noi non possiamo dimenticarli, non possiamo far sì che la loro sofferenza sia stata vana.

Sin da bambina ma sapevo che un giorno avrei scritto di loro, che avrei regalato loro un nome, un papà ed una mamma. Sapevo che un giorno avrei inventato per ciascuno di loro un’innamorata che li avrebbe aspettati, qualcuno che per loro avrebbe versato una lacrima, che avrebbe sempre guardato il cielo per scorgerne i loro lineamenti. Ed insieme a loro avrei scritto del mio nonno materno, Pietro, uomo dal cuore grande, nonno dolcissimo, emblema per me dell’amore tra uomini. Sapevo che aveva “fatto la guerra” in Russia, ma non aveva voluto raccontarmi nulla: “La guerra è una cosa brutta. Non c’è niente da raccontare”.

Ed il nome del mio progetto non poteva essere che questo: La Guerra di Pietro.

Pietro, così simile a quel Piero di De André, quel Piero che non volle sparare a chi aveva il suo stesso identico umore, ma la divisa di un altro colore. Pietro come il Piero di De André che è tutti i soldati del mondo; Piero come quei 240.000 ragazzi a cui il vento sputò in faccia la neve per lunghi interminabili giorni, settimane, mesi ed infine anni. Quel Piero che dorme sepolto in un campo di grano, che non ha rose né tulipani a vegliarlo, ma che soprattutto non ha le lacrime di chi lo aspettava a consolarlo. Ai 90.000 Piero vegliati dai girasoli e dalla neve della gelida Steppa; alle centinaia di migliaia di Piero fattisi tutt’uno con le montagne di Grecia ed Albania, divenuto sabbia del deserto, attorcigliatosi per sempre al filo spinato dei campi di lavoro tedeschi.

Natale in prigionia. Servilio Menichelli, artigliere scelto della Pasubio

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Giovanni Gugliotta: lettera di un soldato della “Torino” disperso in Russia

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Dormi Antonio, ché la porta è chiusa. Omaggio ad Antonio Rebaudengo

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Con Osvaldo Bardelli per parlare della doppia prigionia di oltre 13.000 militari, da IMI nei Balcani a prigionieri dei lager russi

Salvatore Martignani. Storia di una lettera mai arrivata

http://divisionevicenza.it/index.php/m-z/235-martignani-salvatore-277-rgt-ii-btg-8-cp

Ma, in fondo, l’amore cos’è? Storia di una sorella, di un nipote e di un granatiere di Sardegna nel Posto delle fragole

https://www.laguerradipietro.com/seconda-guerra-mondiale/il-posto-delle-fragole

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